Acconto IRPEF novembre 2026: scadenza, calcolo ed esempi
Il secondo o unico acconto IRPEF 2026 scade lunedì 30 novembre. Regole 40/60, soglia 257,52 euro, regime ISA e forfettario al 50/50, esempi svolti con cifre reali.
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Calcolo IRPEF + AddizionaliAggiornamento: 20 ottobre 2026. L'acconto IRPEF di novembre 2026 va versato entro lunedì 30 novembre 2026: è la seconda rata da 60% per chi supera la soglia dei 257,52 euro, oppure il versamento unico per chi ha un acconto più piccolo. La regola arriva dalla scheda dell'Agenzia delle Entrate "Come si paga l'Irpef", aggiornata al 12 marzo 2026, e vale sia per chi presenta il modello Redditi PF sia per i contribuenti col 730 senza sostituto d'imposta.
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📋 Indice
- La scadenza del 30 novembre 2026
- Come si calcola l'acconto: 100%, 40/60, 50/50
- Esempi svolti con cifre reali
- Chi deve versare e chi no
- Ritardo e ravvedimento
- Domande frequenti
- Conclusioni
La scadenza del 30 novembre 2026
Il 30 novembre è il giorno in cui si chiude la partita dell'acconto per l'anno d'imposta 2026. Chi versa in due rate ha già pagato il 40% entro il 30 giugno, insieme al saldo 2025; a novembre completa con il restante 60%. Chi ha un acconto inferiore a 257,52 euro versa tutto in una sola volta, sempre entro il 30 novembre.
Nel 2026 la data cade di lunedì, quindi non servono slittamenti per il fine settimana. Il versamento avviene con il modello F24, per via telematica o attraverso i canali abilitati. I contribuenti col modello 730 e un sostituto d'imposta non pagano di tasca propria: è il datore di lavoro o l'ente pensionistico a trattenere il secondo o unico acconto in busta paga a novembre; chi vuole ridurlo o non versarlo deve comunicarlo per tempo al sostituto, prima della busta paga di novembre.
Attenzione a non confondere le due scadenze. Il saldo e la prima rata scadono a giugno, con la possibilità di pagare entro i 30 giorni successivi aggiungendo lo 0,40% a titolo di interesse. La rata di novembre non ha quel margine: il 30 novembre è il termine secco indicato dall'Agenzia.
Come si calcola l'acconto: 100%, 40/60, 50/50
L'acconto IRPEF è dovuto quando l'imposta dichiarata supera 51,65 euro, una volta sottratte detrazioni, crediti d'imposta, ritenute ed eccedenze. La base di partenza è il 100% dell'imposta dichiarata l'anno prima, oppure, col metodo previsionale, l'imposta inferiore che il contribuente si aspetta di versare per il 2026.
La soglia che decide il numero delle rate è 257,52 euro. Sotto questa cifra si paga una volta sola a novembre. Sopra, l'acconto si spezza: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre. Due calcoli semplici: su un acconto di 1.000 euro, giugno ha visto 400 euro e novembre ne chiede 600; su 240 euro invece novembre assorbe l'intera somma in un versamento unico.
Regola a parte per i soggetti ISA e per chi è nel regime forfettario. Per loro l'unico versamento scatta solo se il totale dovuto non supera 206 euro; oltre, le due rate restano alle scadenze ordinarie ma sono di pari importo, quindi 50% a giugno e 50% a novembre. La stessa scadenza del 30 novembre vale comunque per entrambi i regimi.
Il metodo previsionale merita una riga in più. Chi prevede un'imposta 2026 più bassa di quella 2025 può ridurre l'acconto al nuovo livello atteso: se poi la stima si rivela ottimistica, la differenza viene recuperata al saldo con sanzioni e interessi. Esempio concreto: imposta dichiarata 4.000 euro, imposta attesa per il 2026 stimata a 2.500. Col metodo storico l'acconto sarebbe 4.000 euro interi (1.600 a giugno, 2.400 a novembre); col previsionale scende a 2.500 (1.000 a giugno, 1.500 a novembre). È una scelta da fare con i numeri alla mano, e il calcolatore IRPEF aiuta a stimare l'imposta dell'anno in corso con scaglioni e addizionali 2026.
Sul versamento materiale, il modello F24 usa due codici tributo distinti: 4033 per l'acconto prima rata, che può essere versato in forma rateale, e 4034 per la seconda rata o per l'acconto in unica soluzione, versabile solo in un'unica volta. Il riferimento normativo indicato dall'Agenzia è il D.P.R. 917/1986 e l'anno da riportare in F24 è quello d'imposta per cui si paga, quindi 2026 per questo versamento.
Esempi svolti con cifre reali
Gli esempi che seguono usano lo split didattico 40/60 che il calcolatore del sito mostra sull'IRPEF netta 2026 (scaglioni 23%, 33% e 43% con soglie a 28.000 e 50.000 euro). La stessa aritmetica si applica all'imposta dichiarata usata come base dell'acconto.
| Imposta dichiarata | Acconto totale | 1ª rata 30 giugno (40%) | 2ª rata 30 novembre (60%) |
| 200 euro | 200 euro | - | 200 euro (unica rata) |
| 1.000 euro | 1.000 euro | 400 euro | 600 euro |
| 5.750 euro | 5.750 euro | 2.300 euro | 3.450 euro |
| 10.400 euro | 10.400 euro | 4.160 euro | 6.240 euro |
| 13.700 euro | 13.700 euro | 5.480 euro | 8.220 euro |
Le tre cifre maggiori sono l'IRPEF lorda su redditi imponibili di 25.000, 40.000 e 50.000 euro calcolata col motore del sito sugli scaglioni 2026, usata qui come ipotesi di imposta dichiarata: nella realtà detrazioni e ritenute abbassano la base. Con un'imposta dichiarata di 5.750 euro, per esempio, il versamento di novembre è 5.750 x 60% = 3.450 euro. La rata è già tutto qui: niente percentuali da riapplicare, nessuna addizionale da aggiungere a mano, perché l'acconto si misura sull'imposta netta dichiarata.
Un soggetto ISA con acconto complessivo di 1.000 euro versa invece 500 euro a giugno e 500 a novembre, per via della ripartizione in due rate uguali. Sotto i 206 euro di totale anche lui passa al versamento unico di novembre.
Chi deve versare e chi no
L'acconto riguarda chi dichiara IRPEF senza che un sostituto copra già l'imposta mese per mese: lavoratori autonomi, professionisti con partita IVA, contribuenti forfettari, chi percepisce redditi diversi non assoggettati a ritenuta. Per un dipendente a busta paga l'IRPEF è già trattenuta dal datore, quindi l'acconto autonomo non scatta, salvo debiti emersi dal 730 senza sostituto.
Non versa l'acconto chi ha un'imposta dichiarata pari o inferiore a 51,65 euro dopo detrazioni, crediti, ritenute ed eccedenze. Chi si trova in mezzo, con dichiarata superiore alla soglia, versa almeno una rata entro il 30 novembre secondo gli scaglioni visti sopra.
Caso particolare: il forfettario che nel 2026 resta nel regime paga le stesse scadenze, ma il suo acconto si calcola sull'imposta sostitutiva del 15% (o 5% nei primi anni), secondo la ripartizione 50/50. Per stimare l'imposta sostitutiva o confrontare forfettario e ordinario c'è il confronto forfettario, ordinario e SRL.
Ritardo e ravvedimento
Se il 30 novembre passa senza versamento, la sanzione ordinaria per tardivo versamento è del 25% dell'importo, ridotta al 12,5% se il pagamento arriva entro 90 giorni dalla scadenza, secondo la disciplina del D.Lgs. 471/1997 come riformata dal D.Lgs. 87/2024. Il ravvedimento operoso taglia ulteriormente la sanzione in funzione dei giorni trascorsi e aggiunge gli interessi legali, per il 2026 all'1,60% annuo.
Il conto preciso dipende dalla data in cui sanerai: il calcolatore del ravvedimento operoso applica gli scaglioni corretti e mostra sanzione ridotta, interessi e totale da versare. Sullo stipendio e sulla pensione, dove l'IRPEF passa dalle ritenute, il confronto utile resta quello tra lordo e netto: il calcolatore dello stipendio netto stima quanta imposta pesa sulla busta paga 2026.
Domande frequenti
Quando scade il secondo acconto IRPEF 2026?
Il secondo o unico acconto IRPEF 2026 scade lunedì 30 novembre 2026. Chi versa in due rate paga il 60% dell'acconto in questa data, dopo il 40% versato entro il 30 giugno; chi sta sotto i 257,52 euro versa l'intero acconto in un'unica soluzione.
Come si divide l'acconto IRPEF tra giugno e novembre?
La regola ordinaria è 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre, quando l'acconto raggiunge almeno 257,52 euro. Soggetti ISA e contribuenti forfettari usano invece due rate di pari importo, 50% e 50%, con il versamento unico riservato a chi non supera 206 euro complessivi.
L'acconto IRPEF si paga anche se l'imposta sarà più bassa?
Sì, col metodo previsionale puoi calcolare l'acconto sull'imposta che prevedi di dover versare per il 2026 invece che sul 100% della dichiarata. Se la previsione è troppo ottimistica la differenza si recupera al saldo, con sanzioni e interessi sulla parte mancante.
Chi è esente dall'acconto IRPEF?
Chi ha un'imposta dichiarata pari o inferiore a 51,65 euro dopo detrazioni, crediti, ritenute ed eccedenze. Anche il dipendente con sostituto d'imposta che trattiene l'IRPEF in busta paga non versa acconti autonomi: l'eventuale debito da 730 viene recuperato con trattenute dal sostituto.
Cosa rischio se pago l'acconto in ritardo?
La sanzione piena è il 25% dell'importo, 12,5% se versi entro 90 giorni. Col ravvedimento operoso la riduzione scende in base al ritardo e si aggiungono gli interessi legali dell'1,60% annuo: il calcolatore del ravvedimento fa il conto esatto per la tua data di pagamento.
Conclusioni
Tre numeri da ricordare per l'acconto IRPEF di novembre 2026: la scadenza del 30 novembre, la soglia di 257,52 euro che decide tra versamento unico e rata da 60%, e la ripartizione 50/50 riservata a soggetti ISA e forfettari con taglio a 206 euro. L'imposta di riferimento è quella dichiarata, con la possibilità di ridurla col metodo previsionale se il 2026 sta andando meglio del 2025.
Per stimare l'imposta su cui calcolare la rata, con scaglioni 2026 e addizionali regionali e comunali, parti dal calcolatore IRPEF di TuttoCalcolato: inserisci reddito e territorio e leggi il totale con il dettaglio per scaglione.
Articolo aggiornato al 20 ottobre 2026. I contenuti hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale, finanziaria o legale. Per la tua situazione specifica consulta un professionista qualificato.
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