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Buono postale al 7 per cento 2026: serie, tasse e netto

Verifica la serie del buono postale al 7 per cento 2026 e calcola interessi, imposta al 12,50% e bollo sopra 5.000 euro.

📅Pubblicato il 17 ottobre 2026 alle ore 09:00
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Calcolo BFP 2026: Buoni Fruttiferi Postali
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Aggiornamento: 17 ottobre 2026. Se cerchi il buono postale al 7 per cento 2026, parti dalla serie scritta sul certificato o nel dossier titoli, perché il rendimento segue quella serie e la data di sottoscrizione. Nei dati del calcolatore, aggiornati al 13 settembre 2026, il Buono Ordinario riconosce lo 0,75% annuo lordo al primo anno compiuto e arriva al 2,50% lordo al ventesimo anno. Un tasso unico del 7% è assente da quelle condizioni di emissione corrente.

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Indice

Cosa indica la ricerca sul 7 per cento

La stringa buono postale al 7 per cento 2026 nasce spesso da un titolo visto online oppure dal ricordo di un certificato cartaceo messo a confronto con un altro strumento. Il tasso che conta è quello del foglio informativo della Cassa Depositi e Prestiti per la serie che hai sottoscritto, distribuita da Poste Italiane.

Nel set di condizioni caricato nel calcolatore al 13 settembre 2026 quel 7% fisso è assente. I Buoni Fruttiferi Postali restano emessi da CDP, con garanzia della Repubblica Italiana, e il rendimento si legge anno per anno oppure a scadenze fisse, secondo il tipo di buono.

Se il tuo certificato riporta una percentuale diversa da quella dell'emissione corrente, quella percentuale appartiene alla serie indicata sul titolo. La confronti con il foglio CDP della stessa serie e con il coefficiente di rimborso della data in cui chiedi il pagamento. Il calcolatore applica poi gli interessi lordi insieme all'imposta sostitutiva. Se il bollo è dovuto, lo sottrae in un passaggio successivo.

Un annuncio che promette il 7% nel 2026 va letto insieme alla durata e al momento in cui il tasso si consolida, tenendo conto anche del trattamento fiscale. Senza durata e senza il momento in cui il tasso si consolida, il numero da solo lascia indefinito l'importo che ti torna in conto.

Il metodo ufficiale, descritto anche nelle FAQ del calcolatore, usa il rendimento effettivo annuo lordo del periodo di possesso con capitalizzazione composta: valore lordo uguale a capitale per (1 + tasso) elevato agli anni. Gli interessi lordi si tassano al 12,50%. Se superi la soglia di esenzione, dal risultato si sottrae anche il bollo, mentre un coefficiente già pronto sul foglio della tua serie ti evita di ricostruire a mano i giorni intermedi.

Serie 2026 e tassi che puoi usare

Il calcolatore copre Buono Ordinario, Buono 3×4, Buono 4 Anni Plus e Buono Dedicato ai Minori. Ogni serie ha una logica di maturazione diversa. Mischiarle produce un netto sbagliato anche se il capitale è lo stesso.

Sul Buono Ordinario gli interessi partono dal primo anno compiuto. Se chiedi il rimborso prima di quel compleanno, ti torna il solo capitale nominale, senza interessi. Dal primo anno il tasso cresce secondo la tabella Poste: 0,75% annuo lordo al primo anno, fino a 2,50% al ventesimo. La durata massima è 20 anni e, dal primo anno, puoi chiedere il rimborso in qualsiasi momento.

Il 2,50% è il tasso dell'ultimo gradino della tabella e vale per quell'anno, mentre agli anni precedenti si applicano i gradini inferiori. Per gli anni intermedi serve la tabella della serie oppure il coefficiente CDP. Se quel dato manca, il calcolo a mano va lasciato stare e il passaggio corretto è il calcolatore, dopo aver letto il foglio.

Il Buono 3×4 con premio riconosce interessi quando chiudi il quarto anno, di nuovo all'ottavo e ancora al dodicesimo. Un rimborso anticipato, per esempio dopo 5 anni, dà gli interessi maturati alla scadenza precedente, quindi al quarto anno, e ignora l'anno in più. Il premio, che nel foglio può essere indicato per esempio come 10% sul capitale, arriva solo al completamento dei 12 anni, e lo controlli sulla serie specifica prima di considerarlo acquisito.

Il Buono 4 Anni Plus dura 4 anni e concentra il rendimento a scadenza. Il rimborso prima dei 4 anni dà diritto al solo capitale. Il tasso unico di quella serie non è tra le cifre fisse riportate qui: lo leggi sul foglio e lo fai elaborare dal calcolatore. Per un orizzonte in cui vuoi poter uscire, l'Ordinario è lo strumento coerente. Per tenere fermo il capitale quattro anni, il 4 Anni Plus è la scelta più adatta, a parità di condizioni della serie aperta in quel momento.

Il Dedicato ai Minori segue il foglio della propria emissione. Anche lì il netto dipende dalla durata e dal coefficiente, insieme alla fiscalità applicata al rendimento, e una percentuale generica trovata in una ricerca non basta a fissarlo.

SerieDurata e uscitaDato verificato al 13 settembre 2026
OrdinarioFino a 20 anni, rimborso dal primo anno compiutoDa 0,75% lordo al 1° anno a 2,50% lordo al 20°
3×4Interessi a 4, 8 e 12 anniPremio solo a 12 anni; uscita anticipata alla scadenza precedente
4 Anni Plus4 anni fissiPrima dei 4 anni torna il solo capitale; il tasso di scadenza è sul foglio

Imposta sostitutiva e bollo

Gli interessi dei BFP scontano l'imposta sostitutiva agevolata del 12,50%, e la stessa aliquota colpisce l'eventuale premio finale, come nel 3×4. Il riferimento normativo è il D.Lgs. 1 aprile 1996, n. 239. Per i conti deposito, e per la maggior parte degli strumenti finanziari ordinari, le stesse fonti indicano un'aliquota di confronto del 26%.

L'imposta si calcola sugli interessi lordi e lascia fuori l'intero capitale. Per questo due buoni con lo stesso capitale e durate diverse pagano imposte diverse: conta quanto interesse è maturato, e il taglio del titolo resta fuori dal calcolo.

C'è anche l'imposta di bollo, con un'esenzione rilevante. I BFP restano esenti quando il valore di rimborso complessivo si ferma a 5.000 euro o resta al di sotto. Sopra quella soglia si applica lo 0,20% annuo sul valore complessivo, e l'addebito, di norma, lo fa Poste su base annua. Le fonti richiamate dal calcolatore sono Poste Italiane e il D.P.R. 642/1972.

La soglia guarda il complesso della posizione e somma i certificati che hai. Due buoni da 3.000 euro, se il valore di rimborso complessivo supera 5.000 euro, fanno scattare il bollo sull'insieme. Un solo buono da 4.000 euro, con rimborso sotto soglia, resta nell'esenzione.

Calcoli il lordo con il tasso o con il coefficiente della serie e isoli gli interessi, poi applichi il 12,50%. Se il valore complessivo di rimborso supera 5.000 euro, sottrai lo 0,20% annuo per gli anni in cui il bollo è dovuto. Il foglio CDP riporta anche il coefficiente preciso per ogni data: quel numero incorpora già la capitalizzazione prevista dalla serie e riduce gli arrotondamenti fatti a mano.

Esempi pratici

Gli esempi usano solo il tasso verificato del primo anno del Buono Ordinario, 0,75% lordo, e l'ipotesi che il buono sia l'unica posizione BFP. Per gli anni successivi al primo, e per un eventuale 7% stampato su una serie diversa, il tasso va preso dal foglio e inserito nel calcolatore. Qui quel tasso resta fuori dalla stima.

4.000 euro per un anno, sotto la soglia del bollo

Sottoscrivi 4.000 euro di Buono Ordinario e chiedi il rimborso al compimento del primo anno. Il valore lordo è 4.000 × (1 + 0,0075) = 4.030 euro. Gli interessi lordi sono 30 euro.

L'imposta sostitutiva è il 12,50% di 30 euro, cioè 3,75 euro. Il netto è 4.026,25 euro. Il valore di rimborso è 4.030 euro e resta sotto 5.000 euro, quindi in questo esempio il bollo resta fuori. Se rimborsassi prima del compimento dell'anno, il netto sarebbe il solo capitale, pari a 4.000 euro, senza interessi maturati.

6.000 euro per un anno, con bollo

Con 6.000 euro e lo stesso 0,75% lordo il valore lordo a un anno è 6.000 × 1,0075 = 6.045 euro, e gli interessi lordi sono 45 euro. L'imposta è il 12,50% di 45 euro, cioè 5,625 euro, così prima del bollo restano 6.039,375 euro.

Il valore di rimborso supera 5.000 euro, quindi entra lo 0,20% annuo sul valore complessivo. Su 6.045 euro un anno di bollo è 6.045 × 0,002 = 12,09 euro, e il netto di questo schema è 6.039,375 - 12,09 = 6.027,285 euro. Poste addebita il bollo secondo le proprie regole di periodo: per il centesimo finale e per la data esatta di valuta usa il coefficiente del foglio dentro il calcolatore.

Lo stesso schema, applicato a un 3×4 rimborsato a 5 anni, si ferma agli interessi del quarto anno. L'anno tra il quarto e il quinto non aggiunge interesse. Il premio di fine periodo, se il foglio lo prevede, resta fuori finché non chiudi i 12 anni. L'importo in euro di quel premio lo leggi sulla serie e poi lo passi al 12,50%, con lo stesso trattamento degli altri interessi maturati.

Rimborso, prescrizione e garanzia

I BFP sono emessi da CDP, garantita dalla Repubblica Italiana, e collocati da Poste Italiane, e restano fuori dal rischio emittente tipico delle obbligazioni bancarie e dal bail-in. Sono tra gli strumenti di risparmio con la garanzia pubblica più diretta disponibili allo sportello postale.

La forma del titolo cambia il modo in cui incassi. I buoni dematerializzati, quelli in conto, consentono rimborsi parziali per multipli del taglio minimo, per esempio 50 euro. I cartacei chiedono di solito il rimborso dell'intero taglio. Prima di spezzare una posizione, chiedi a Poste il taglio minimo della tua serie.

I dematerializzati non si prescrivono: a scadenza il rimborso viene accreditato in automatico. I cartacei si prescrivono 10 anni dopo la scadenza. Se hai un certificato vecchio in un cassetto, la data da controllare è la scadenza stampata più dieci anni, e la data in cui hai deciso di cercarlo resta fuori dal conteggio.

Un titolo cartaceo con una percentuale alta, anche se qualcuno lo chiama buono postale al 7 per cento 2026, va identificato con la serie e con il taglio, e va letta anche la scadenza. Porti il certificato in ufficio postale oppure confronti il codice serie con il foglio CDP. Solo dopo ha senso calcolare il netto. La garanzia dello Stato copre l'emittente e lascia il tasso di un'altra epoca distinto dal tasso dell'emissione aperta nel 2026.

Per il Dedicato ai Minori e per il 4 Anni Plus vale la stessa disciplina di imposta e di bollo. Cambia il calendario degli interessi. Se esci prima della finestra prevista, il capitale può tornare senza rendimento. Quel punto va letto prima della sottoscrizione, quando puoi ancora scegliere l'Ordinario se ti serve la possibilità di uscire dal primo anno in poi.

Domande frequenti

Il buono postale al 7 per cento 2026 è tra le emissioni correnti?

Nelle condizioni caricate nel calcolatore il 13 settembre 2026 il Buono Ordinario va dallo 0,75% lordo del primo anno al 2,50% lordo del ventesimo. Un 7% unico è fuori da quel set. Se il certificato riporta un altro tasso, quel tasso vale per la serie scritta sul titolo: lo verifichi sul foglio CDP e lo calcoli con il coefficiente di quella serie.

Quante tasse trattiene il rimborso in Italia?

Il 12,50% sugli interessi e sull'eventuale premio, in base al D.Lgs. 1 aprile 1996, n. 239. L'aliquota di confronto per conti deposito e per gran parte degli strumenti ordinari, richiamata dalle stesse indicazioni, è il 26%. L'imposta si applica al rendimento maturato e lascia fuori il capitale versato.

Quando pago il bollo dello 0,20%?

Sei esente se il valore di rimborso complessivo dei BFP non supera 5.000 euro. Sopra quella soglia lo 0,20% annuo colpisce il valore complessivo e di norma lo addebita Poste ogni anno, con fonti in Poste Italiane e nel D.P.R. 642/1972. Più buoni si sommano ai fini della soglia.

Se rimborso in anticipo perdo gli interessi?

Sull'Ordinario, prima del primo anno compiuto torna solo il capitale. Dal primo anno in poi maturano gli interessi della tabella. Sul 3×4 un'uscita tra una scadenza e l'altra, per esempio al quinto anno, riconosce gli interessi della scadenza precedente, qui il quarto anno. Sul 4 Anni Plus, prima dei quattro anni torna il capitale. Il premio di fine periodo del 3×4, se previsto, si consolida a 12 anni.

I buoni cartacei si prescrivono e sono garantiti dallo Stato?

I cartacei si prescrivono 10 anni dopo la scadenza, mentre i dematerializzati restano esigibili e a scadenza l'accredito arriva in automatico. La garanzia è della Repubblica Italiana tramite CDP e il collocamento è di Poste Italiane. Per il rimborso parziale, i dematerializzati seguono multipli del taglio minimo, per esempio 50 euro, e il cartaceo chiede di solito l'intero taglio.

Conclusioni

Nel 2026 il controllo di un buono postale parte dalla serie e dal coefficiente CDP, e prosegue con il 12,50% insieme alla soglia dei 5.000 euro. I tassi verificati dell'Ordinario, 0,75% e 2,50% lordi agli estremi della tabella, bastano per i primi conti. Per gli anni di mezzo e per il 4 Anni Plus, così come per un certificato che riporta un 7%, il numero giusto è quello del foglio, e una stima non lo sostituisce.

Inserisci nel calcolatore il capitale e la serie, e indica anche la data. Il netto che ottieni tiene già separati imposta e bollo, e lo confronti con il rendimento che ti aspettavi dal titolo.

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Articolo aggiornato al 17 ottobre 2026. I contenuti hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale, finanziaria o legale. Per la tua situazione specifica consulta un professionista qualificato.

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